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La
"Bomba Ecologica" della Fibronit sarà disinnescata
Il Comune
di Bari stanzierà i fondi per un'emergenza conosciuta già
nel '95
Finalmente
per la Fibronit Bari si è giunti ad un'intesa: il Comune di Bari
stanzierà 3.700.000 euro, oltre gli 1.800.000 già messi
a disposizione in una prima tranche, per coprire le spese necessarie per
la rimozione dei materiali inquinanti e per la bonifica e messa in sicurezza
delle aree contaminate e a rischio.
In effetti la situazione di pericolosità era evidente già
nel '95, quando l'allora ministro della Sanità, Elio Guzzanti,
fece presente la precarietà della situazione e la necessità
di un intervento tempestivo.
Ma, come spesso accade in Italia, le dichiarazioni si sono susseguite
senza ottenere alcun risultato, fino al 2001 quando una delegazione di
più associazioni, quali Italia Giusta secondo la Costituzione,
Lipu, Ruotalibera, Wwf e Adirt, insieme al Consiglio Cittadino, avevano
protestato contro l'approvazione del Piano di riqualificazione del Comune
di Bari, perché avrebbe comportato l'edificazione di strutture
edilizie nelle vicinanze della Fibronit, esponendo gli occupanti ad un
altissimo rischio amianto.
Queste proteste hano portato l'allora ministro dei Lavori Pubblici a istituire
una commissione di esperti per valutare il rischio, che si è dimostrato
presente ed endemico in quella zona, anche perché l'amianto stoccato
in capannoni pericolanti ha contaminato una falda acquifera; inoltre un
crollo dei capannonni, più probabile che possibile, libererebbe
enormi quantità di polveri d'amianto.
Con l'operazione di bonifica in preparazione dovrebbero essere scongiurati
gravi rischi per la vita di molte persone.
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