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Prime sentenze
sulle stazioni di telefonia nei terrazzi dei condomini
Cellulari,
a chi nuocciono
le onde elettromagnetiche?
Orientamenti
dei giudici ancora discordanti
Un motivo
ricorrente di contrasto nella comunità condominiale è determinato
dall’installazione sui terrazzi dei fabbricati di stazioni radio-base
per la telefonia cellulare che se da una parte può contribuire alla
riduzione delle spese in quanto è possibile beneficiare di canoni
di concessione che l’ente gestore versa annualmente (20-30 milioni
di lire), dall’altra però desta preoccupazione per l’ipotetico inquinamento
elettromagnetico che può derivarne, anche se conseguenze negative
non sono ancora scientificamente documentate.
Il Ministro delle
Comunicazioni ha escluso l’esistenza di rischi sanitari precisando
che i livelli di esposizione sono particolarmente bassi all’interno
degli edifici su cui le stazioni base sono state installate, a causa
dell’effetto combinato della direzionabilità orizzontale delle antenne
che lasciano “in ombra” l’edificio sottostante e della schermatura
rappresentata dalle strutture murarie. Il Ministero dell’Ambiente,
tuttavia, con decreto 10/9/98, n. 381 ha determinato i limiti di
radiofrequenza compatibili con la salute umana ai quali le Aziende
Sanitarie Locali fanno riferimento ai fini del rilascio della certificazione
preventiva.
I dubbi tuttavia
restano e la giurisprudenza non è costante. Il Tribunale di Piacenza
(sentenza del 13/2/98, n. 51), chiamato in causa per vietare la
costruzione di una antenna-ripetitore per le telecomunicazioni cellulari
della Omnitel sul lastrico solare di un fabbricato, non ha riconosciuto
la violazione degli artt. 1102 e 1122 c.c. ed ha ritenuto infondate
le preoccupazioni del ricorrente tenuto conto del benestare dell’autorità
sanitaria pubblica.
Il Pretore di Bologna
(12 aprile 1999) ha sentenziato invece che l’incertezza sugli effetti
a lungo termine delle onde elettromagnetiche comporta comunque il
deprezzamento del valore di mercato di un edificio condominiale
sul quale viene installato un impianto per telefonia cellulare,
ritenendo anche la sussistenza del pregiudizio al decoro architettonico.
Il Tribunale di
Pescara (8 maggio 2000), dal canto suo, ha osservato che “allo stato
nessuna certezza scientifica è stata acquisita nel senso che non
soltanto non v’è la prova diretta di tale pericolosità, ma non è
stata acquisita nemmeno una prova indiretta, a mezzo di indagini
epidemiologiche e statistiche dalla quale risulti l’aumento di una
certa patologia all’interno di comunità che vivono nei pressi delle
installazioni.
Pare invece scientificamente
dimostrato che la potenza delle onde elettromagnetiche subisce un
rapido decadimento di volta in volta che ci si allontani, anche
di pochi metri dalla fonte, sicché, allo stato, non sembra sussistere
il dedotto pericolo per la salute dei condòmini”. Perciò se la maggioranza
in assemblea è favorevole all’installazione dell’antenna, la minoranza
non ha argomenti per opporsi.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha precisato che le zone critiche dal punto
di vista dell’inquinamento elettromagnetico sono identificabili
nelle aree immediatamente circostanti le sorgenti dato che le intensità
dei campi elettromagnetici diminuiscono in modo molto rapido quando
ci si allontana da queste.
Per quanto riguarda
l’installazione sopra i tetti degli edifici delle antenne fisse
per il servizio di telefonia cellulare, anche l’Oms ritiene che,
date le loro caretteristiche di emissione ed in particolare la bassa
potenza irraggiata, l’intensità del campo elettromagnetico negli
edifici circostanti ed in quello stesso che ospita l’impianto, sia
trascurabile.
Spesso, ma la frequenza
aumenta con l’avvio dei telefonini di terza generazione (i cosiddetti
Umts), si tengono riunioni di condominio infuocate, perché all’ordine
del giorno c’è la richiesta di un gestore di montare sul tetto antenne
per telefonia mobile. A fronte del disturbo, viene offerto un contributo
economico che può ridurre in modo sensibile le spese condominiali.
Ma soprattutto chi abita ai piani alti teme di essere danneggiato
per la presenza di “onde elettromagnetiche” che possono provocare
chissà quali danni. Oltre al fatto che non ci sono dati concreti
sui rischi dovuti alle onde elettromagnetiche emesse nelle bande
di frequenza dei telefonini, deve essere chiaro che l’antenna posta
sul tetto non invia i segnali verso il basso, all’interno dell’edificio,
ma verso l’esterno. Pertanto, dovrebbe protestare non chi abita
sotto l’antenna, ma chi abita di fronte.
Perciò montare
sul tetto un’antenna, tutto sommato può convenire, mentre il danno
(e ... la beffa) potrebbe essere del dirimpettaio.
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