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Primi effetti
in edilizia della sentenza n. 500/1999 delle sezioni unite della
Cassazione
COMUNI ATTENTI,
PAGHERETE TUTTO
La
pronuncia della Cassazione n. 500/99 secondo la quale, in presenza
di un atto illegittimo, doloso o colposo, della pubblica amministrazione
che provochi un danno ingiusto, è dovuto il risarcimento
indipendentemente dal fatto che la lesione investa un diritto soggettivo
o un interesse legittimo, incomincia a provocare i suoi effetti.
Il Tribunale di Busto Arsizio ha condannato il comune, che illegittimamente
aveva negato il rilascio di una autorizzazione edilizia per cambio
di destinazione d'uso (necessaria per l'apertura di uno sportello
bancario), al pagamento di oltre un miliardo. A subire il "danno
ingiusto" è stata un'immobiliare che per un lungo periodo
non ha incassato canoni dall'istituto bancario interessato ad aprire
uno sportello nella città, mentre nei confronti di un'altra
immobiliare il comune aveva assunto un atteggiamento più
conciliante, pur essendo la fattispecie del tutto analoga.
Anche il tribunale di Crema,
per il ritardo di un mese nel rilascio di una concessione edilizia
da parte del comune (si trattava dell'apertura di un bar), si è
visto condannare, in via equitativa, al pagamento di 42 milioni,
vale a dire il 40% dell'incasso medio mensile di tale esercizio
dal momento in cui ha potuto essere aperto. Si tratta di sentenze
salutari, che pongono fine da una parte ad una colpevole inerzia
degli uffici nel rilascio di provvedimenti autorizzativi in materia
edilizia, dall'altra scoraggiano eventuali discriminazioni nei confronti
dei privati. Oggi il privato sa che i suoi diritti, anche se lesi
da una semplice omissione degli amministratori pubblici, trovano
una tutela in sede di giudizio.
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