DATA : 02/2002

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Il Catalogo europeo e diventato legge dopo la pubblicazione del decreto del ministro dell'Ambiente

Rifiuti: entra in vigore il Cer

Il cemento-amianto rimane ancora classificato fra i "pericolosi"



E ntra in vigore il Cer, il catalogo europeo dei rifiuti. E' stato infatti pubblicato il decreto di concerto del ministro dell'Ambiente con quello delle Attivita produttive, della Salute e delle Politiche agricole. Il provvedimento aveva assunto carattere di urgenza vista anche la necessita di disciplinare la fase di transizione dalla precedente alla nuova regolamentazione dei rifiuti in modo da consentire che i termini di aggiornamento dei codici inseriti nelle autorizzazioni o iscrizioni per la gestione dei rifiuti non determinassero l'arresto delle attivita in esercizio, con gravi danni sul piano economico ma soprattutto ambientale.
Ai fini della compilazione dei registri e dei formulari gli operatori hanno 60 giorni di tempo per completare l'adeguamento dei codici, che serviranno anche alla compilazione del Mud (modello unico di dichiarazione ambientale), da consegnare al 30 aprile 2003. Mentre per i dati riferiti al 2001 da comunicare entro aprile di quest'anno, potranno essere applicati i codici e le classificazioni in vigore fina ad oggi.
Con la decisione adottata ora anche in Italia, e cresciuto il numero dei rifiuti messi all'indice dall'Unione europea. Sono infatti state inserite alcune sostanze a rischio nell'elenco di rifiuti pericolosi in applicazione della direttiva 91/689 che contempla la possibilita di dare esito alle pressioni degli Stati membri qualora notifichino alla Commissione l'opportunita di annoverare qualsiasi rifiuto non compreso nell'elenco di sostanze pericolose, che essi ritengano presenti delle caratteristiche di rischio per la salute e l'ambiente.
Diversi Stati membri hanno raccomandato una valutazione in merito a rifiuti contenenti clorosilano, o silicone, o materiali da costruzione che contengano amianto. I clorosilani, sulla cui pericolosita aveva sollevato sospetti in particolare la Germania, sono una famiglia di polimeri che contengono, oltre ad altre sostanze, silicio, idrogeno e cloro e presentano una struttura analoga a quella degli idrocarburi alogenati. Si tratta di sostanze classificate dalla normativa del settore chimico come altamente o estremamente infiammabili, e nocive se ingerite o inalate, irritanti per occhi, cute e polmoni. Poiché alcuni clorosilani ancora devono essere classificati e nell'impossibilita di procedere a dare ordine omogeneo a tutte le possibili combinazioni, la Commissione ha deciso di considerare tutti i rifiuti contenenti clorosilani come rifiuti pericolosi ed ha ritenuto di adottare lo stesso approccio anche a proposito della supposta pericolosita dei rifiuti contenenti silicone, sul cui inserimento nell'elenco si erano espressi Paesi Bassi e Germania.
I polimeri a base di siloxani sono caratterizzati da una struttura che alterna silicio ed ossigeno a diverse molecole organiche legate al silicio stesso. Anche in questo caso il numero di possibili combinazioni e infinito. Alcuni di questi composti, pero, sono notoriamente nocivi se ingeriti o posti a contatto con la cute, generando ustioni e risultando dannosi per l'ambiente e in particolare per quello acquatico.
E' stata anche accolta la richiesta notificata dal Regno Unito e Danimarca, che ne hanno contestato la nocivita, per i rifiuti da materiali da costruzioni contenenti amianto. In base alla direttiva 99/45 relativa alla classificazione, all'imballaggio ed all'etichettatura dei preparati pericolosi, l'amianto figura tra le sostanze cancerogene della categoria 1. Nel 1999 il comitato per l'adeguamento al progresso tecnico della direttiva 76/69 relativa alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, si e pronunciato in favore di una proposta di direttiva volta a eliminare gran parte dei residui impieghi dell'amianto, come ad esempio il suo uso quale additivo nel cemento.
Anche la direttiva 83/477 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi dell'esposizione all'amianto stabilisce che i rifiuti contenenti amianto debbano essere rimossi dal luogo di lavoro in appositi contenitori sigillati e etichettati. Obbligo sancito dalla direttiva 87/217 sulla prevenzione e la riduzione dell'inquinamento causato dall'amianto e che prevede che i questi rifiuti siano trattati in modo da ridurre al minimo le emissioni nell'acqua e nell'aria. In considerazione di cio, la Commissione ha classificato come rifiuti pericolosi tutti i materiali da costruzione contente amianto.
Per quanto invece riguarda il cemento-amianto, alcuni Stati avevano rilevato come in esso le fibre di amianto risultino strettamente legate alla matrice cementizia che ne previene la dispersione, tanto da poter essere collocati in discariche destinate a materiali inerti o non pericolosi. Secondo la Commissione si tratta di rifiuti pericolosi che possono pero essere depositati in aree destinate ai rifiuti non pericolosi biodegradabili, applicando comunque particolari misure.
Per quanto attiene invece la pericolosita o meno delle miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua contenenti grassi e oli commestibili, la Commissione ha adottato una formulazione piu esplicita nella quale si precisa che solo le miscele contenenti esclusivamente oli e grassi commestibili possono essere classificate tra i rifiuti non pericolosi.


(CHIAVI: AMBIENTE)