DATA : 04/2002 |
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Fulvio D'Orsi
(Direttore Servizio Prevenzione
Igiene e Sicurezza nei Luoghi
di Lavoro USL Roma C)
I n base alle norme vigenti, ai Servizi di prevenzione delle USL competono svariate funzioni in materia di controllo e gestione del rischio amianto sul territorio, che si compendiano essenzialmente in:
v censimento degli edifici con amianto friabile, delle imprese utilizzatrici di amianto e di altre situazioni di pericolo in attuazione dei piani regionali, nonche valutazione del rischio nelle situazioni specifiche;
v valutazione dei piani di lavoro per interventi di bonifica ai sensi dell'art. 34 del D.Lgs. 277/91;
v vigilanza e controllo delle attivita tuttora a rischio (ferrovie, impianti industriali, termoidraulica, edilizia).
Benché i censimenti avviati dalle regioni non abbiamo ancora prodotto un'informazione globale sui materiali di amianto in esercizio, le stime che circolano da tempo indicano che i quantitativi in gioco sono decisamente notevoli, soprattutto per quanto riguarda i materiali edilizi. Di conseguenza l'indicazione che scaturisce dalla nostra normativa tecnica e quella di bonificare secondo criteri di priorita del rischio, che prendono in esame diversi parametri, primo tra tutti la friabilita del materiale.
A fronte di tale situazione in questi ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita degli interventi di bonifica dell'amianto in edilizia. Solo nel territorio della USL Roma C (che comprende 4 circoscrizioni del Comune di Roma per circa 700.000 abitanti) nel quinquennio 1996-2000 sono stati presentati oltre 600 piani di lavoro per rimozione amianto mentre nei cinque anni precedenti erano stati poco piu di un centinaio. Di questi solo il 2% interessa materiali di tipo friabile, mentre nel quinquennio 1986-1990 la maggior parte dei cantieri di bonifica riguardava amianto applicato a spruzzo a scopo antincendio su edifici a struttura metallica.
D'altra parte vi e una crescente sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti del problema amianto che si rivolge inevitabilmente verso i materiali in amianto cemento, perché sono i piu diffusi e perché sono a vista.
Quale ruolo svolgono in tale contesto i Servizi di prevenzione nella pratica quotidiana ?
1. L'informazione
Il messaggio che ci si sforza di dare con maggior frequenza riguarda l'assenza di obblighi di comunicazione, (tanto meno di bonifica), per i materiali di amianto-cemento, l'obbligo del piano di lavoro in caso di intervento e l'importanza di rivolgersi ad imprese specializzate, pur nell'attuale carenza dell'albo dei bonificatori. L'allegato 1 riporta una nota informativa comunemente distribuita agli amministratori di condominio, ai proprietari di immobili, ecc.
2. La valutazione
del rischio
Secondo il D.M. 6.9.94 il processo decisionale che porta alla scelta dell'azione da intraprendere nei confronti dei materiali edilizi contenenti amianto, si basa sulla classificazione degli stessi materiali in tre classi: materiali integri non suscettibili di danneggiamento, materiali suscettibili di danneggiamento, materiali danneggiati. La norma suggerisce solo alcuni parametri da considerare ai fini della classificazione, ed esclusivamente dal punto di vista qualitativo. Nell'uso pratico, risultano utili, come strumenti di valutazione del rischio, i sistemi a punteggio (i cosiddetti algoritmi). Tra questi per i materiali di tipo friabile il piu versatile e l'indice Versar che rappresenta un algoritmo bidimensionale che prende in considerazione 15 parametri, 6 relativi alle condizioni dei materiali (danno fisico, danno da acqua, prossimita di elementi sottoposti a manutenzione, tipo di materiale, accessibilita, contenuto di amianto) e 9 connessi all'esposizione degli individui (friabilita, superficie, tipo di pavimento e di pareti, correnti d'aria e sistema di ventilazione, attivita, presenza di barriere e popolazione esposta). Per le coperture in amianto cemento si sta invece cominciando a sperimentare con un certo interesse l'algoritmo adottato dalla regione Toscana e presentato nel relativo piano regionale, che prende in esame 10 parametri relativi sia al potenziale rilascio di fibre, sia al rischio di sfondamento delle lastre.
3. Il piano di controllo
e manutenzione
Rappresenta l'unico obbligo oggi realmente vigente per gli edifici di uso collettivo (luoghi pubblici, luoghi di lavoro, scuole, sedi di associazioni, ecc.) in cui siano presenti materiali di amianto. Tale obbligo prescinde dallo stato di attuazione dei piani regionali e riguarda tutti i materiali edilizi contenenti amianto, sia friabili, sia compatti. Esso si compendia nell'adozione di un sistema di semplici misure organizzative atte a minimizzare il rischio di rilascio di fibre dai materiali di amianto in conseguenza di interventi manutentivi e delle attivita che normalmente si svolgono nell'edificio. L'inosservanza di tale obbligo comporta l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla L. 257/92.
4. I piani di lavoro
per la bonifica
A tutt'oggi la valutazione dei piani di lavoro per la rimozione di amianto costituisce l'attivita prevalente dei Servizi di prevenzione. Vi e stato in questi ultimi anni un grosso sforzo di adottare criteri condivisi e strumenti per quanto possibili omogenei. In allegato 2 si riportano le linee guida per la redazione di piani di lavoro per la bonifica di materiali in amianto cemento predisposte dal Servizio di prevenzione della USL Roma C. Insieme alle linee guida e disponibile un facsimile che puo essere direttamente compilato dal-l'impresa, applicabile ad interventi su coperture, canne fumarie e serbatoi idrici (allegato 3).
Infatti, nel caso di materiali friabili la predisposizione del piano di lavoro rappresenta una progettazione altamente specialistica, che spesso oggi vede condividere l'obiettivo della sicurezza e della tutela ambientale da parte dell'impresa, del committente e dell'organo di vigilanza. Viceversa, nel caso dei materiali compatti il numero di ditte che opera in questo campo e molto piu elevato, la qualita variabile e i criteri seguiti disomogenei.
Allo scopo di ridurre la variabilita di comportamenti tra gli operatori e stata inoltre adottata una check list che si segue nella valutazione del piano di lavoro (allegato 4) e che suggerisce gli elementi piu importanti da prendere in considerazione e le richieste di integrazioni ovvero le prescrizioni da predisporre. L'intento e quello comunque di semplificare la fase cartacea di valutazione del piano spostando l'impegno di risorse sul controllo dei cantieri in attivita, a tutto vantaggio, si auspica, di una reale prevenzione.
(CHIAVI: AMBIENTE,SICUREZZA)